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Moo Bahn Dek, il villaggio dei bambiniThai
Anche quest'anno abbiamo raccolto un sostegno per il Villaggio dei Bambini arrivando a 503 euro.
Negli scorsi anni una socia P.G. ha adottato a distanza due bimbi: Ben e Arnat, mentre
l'11 marzo 2008 S.B. ha spedito con bonifico internazionale i 840 euro raccolti tra i vari soci nel 2008.

Moo Bahn Dek è un centro di accoglienza per minori in difficoltà. Il progetto educativo è  olistico cosi'  all'educazione scolastica si aggiungono l'educazione ecologica, artistica, manuale e spirituale.
E' stato fondato nel 1978 da Pipho
b e Rajani Dongchai, una coppia di ex militanti del movimento studentesco thailandese che hanno preso parte alla "rivoluzione" democratica del 1973 che porto’ alla caduta del regime militare.
All’inizio erano 20
bambini, ora sono 150.
Pi
bhop Dhongchai, ha anche diretto per anni la rivista di pedagogia Pacarayasara fortemente critica nei confronti del sistema educativo corrente e impegnata nell'elaborazione di un metodo basato sulla liberta' e l'autogestione.
Ispiratori del progetto sono gli scritti del
brasiliano Paulo Freire, di Paul Goodman, ma soprattutto l'esperienza della scuola di Summerhill di A.S. Neil in Inghilterra nonche’ la tradizione buddhista thailandese, da cui deriva una grande attenzione alla crescita anche spirituale dei ragazzini.
I primi
bambini accolti nel villaggio provenivano dalle aree piu' povere e marginali di Bangkok ed avevano alle spalle esperienze di violenza e di difficolta' materiali. Moo Bahn Dek ha offerto loro dapprima un tetto e il cibo, poi li ha incoraggiati a sviluppare il loro potenziale umano, senza imporre nulla.thai In un primo tempo le maggiori difficolta' si sono avute con il mondo esterno che non poteva credere nell'efficacia di una proposta educativa dove il maestro non domina, dove non si utilizzano punizioni fisiche, dove il percorso di apprendimento non e’ stabilito a priori, ma i risultati del lavoro sono stati incoraggianti e ora il progetto gode del sostegno di molti cittadini thailandesi e stranieri. Il villaggio è retto dall'assemblea cui prendono parte tutti i bambini e gli educatori. L'assemblea si riunisce in forma plenaria una volta alla settimana e i problemi della convivenza vengono affrontati insieme. E' il tentativo di creare una reale forma di democrazia partecipativa che permetta ad ognuno di esprimersi liberamente e nel contempo stabilisca collettivamente delle regole di convivenza. I bambini per quanto piccoli sperimentano che giustizia può esser fatta sollevando i casi nelle assemblee in cui ogni membro della comunità decide la punizione (che non può essere fisica). La vita comunitaria permette loro di imparare in modo interattivo come vivere insieme e come risolvere i problemi. E' l’educazione attraverso la vita concreta di tutti i giorni.

Nelle case piccoli gruppi di bambini convivono con gli educatori decidendo insieme la gestione domestica: spese settimanali, pulizie, modalita' di convivenza. Attualmente la comunita' e' costituita da 13 case.

All'idea diffusa per cui l'educazione serve prima di tutto a formare dei futuri lavoratori per lo stato o le imprese private, Moo Bahn Dek contrappone la visione di una comunità che apprende, dove bambini e adulti vivono sullo stesso piano e dove l'obiettivo principale è quello di comprendersi pienamente e di scoprire il significato della propria vita attraverso la libertà e l'autogestione. I bambini possono scegliere se frequentare le lezioni scolastiche. Il percorso didattico non è predefinito rigidamente. L'apprendimento segue il percorso personale di ciascun bambino. Oltre alle materie canoniche si offre ai bambini di imparare lo yoga e la meditazione, le arti plastiche, il teatro, le attivita’ sportive, il giardinaggio.

Gli insegnanti non sono autorizzati a minacciare i bambini e la loro funzione e' quella di promuovere il desiderio di conoscere. Alla base della figura dell'insegnante c'è il principio buddista del "buon amico" (kalayanamitra) per cui l'insegnante deve essere vicino agli allievi, conquistando la loro fiducia, per sostenerli nel loro processo di crescita senza reprimerli.

Il Buddhismo oltre ad enfatizzare l'importanza della crescita personale ed autonoma, pone l'accento anche sull'ambiente (paratokhosa). Per questo Moo Bahn Dek e' situato in una zona boschiva parte della quale è coltivata. L'apprendimento avviene tanto nelle classi quanto nella foresta. Riferimento importante sono anche gli scritti di Masanobu Fukuoka che hanno ispirato la scelta del villaggio per la coltivazione biologica: a Moo Bahn Dek non si usano pesticidi, né fertilizzanti sostituiti con compostaggio e piante che allontanano gli insetti dannosi. I bambini prendono parte alla coltivazione, sperimentando l'importanza della coesistenza con la natura e della difesa della biodiversità.

Attraverso questo processo educativo sviluppano anche fiducia in se stessi ed educano la propria coscienza per divenire cittadini consapevoli e capaci di senso critico autonomo.
La Fondazione ha partecipato attivamente alle operazioni di emergenza seguite allo tsunami coordinandosi con il network dei pescatori e alcuni bimbi rimasti orfani sono stati accolti nel progetto.

Tsunami: 3 anni dopo
Tra le zone devastate dallo tsunami nell'Oceano Indiano, le province thailandesi sono tra quelle che si sono riprese piu' in fretta. Purtroppo pero' i piani regolatori non sono in cima alla lista delle priorita' e le zone di sicurezza cosi' come le vie di fuga che erano state pianificate subito dopo l'onda gigante sembrano essere state dimenticate. Per esempio era stato deciso di lasciare 30 metri liberi da costruzioni dopo il bagnasciuga, ma le nuove costruzioni alberghiere non rispettano questo limite. Lo tsunami ha ucciso 8000 persone in Thailandia e si calcola che 500.000 persone siano perite nei dodici paesi colpiti dalla ondata terrificante. L'allora primo ministro Thaksin decise di costruire un memoriale che sarebbe costato centinaia di milioni di baht. L'attuale governo ha bloccato il progetto e ha devoluto i fondi allo sviluppo delle comunita' colpite dal distastro. Ma nel frattempo 50 milioni di baht erano gia' stati spesi solo per l'ideazione del progetto di costruzione. Un altro problema rimasto aperto e' quello delle dispute sui terreni: la piu' parte della popolazione di pescatori abita le coste thailandesi da sempre, ma non possiede i titoli cartacei di proprieta' e le grandi imprese alberghiere stanno approfittando di questo per rubar loro le terre e costruire nuove strutture turistiche. Per esempio alle 100 famiglie di pescatori che sono sopravvissute allo tsunami a Koh Lanta nella provincia di Krabi e' stato ordinato di trasferirsi in montagna e la comunita' si e' organizzata per resistere alle autorita' che favoriscono le speculazioni turistiche.
www.twnside.org.sg/tour.htm

Lunedi 12 marzo 2007 e' morto Maha Ghosananda. Queste poche righe vogliono essere un piccolo ricordo della sua luminosa persona.
logoL'ho conosciuto nel 1994 in Cambogia, quando ancora imperversava la guerra e i suoi richiami alla pace suonavano irreali.
"Step by step", "passo dopo passo", diceva. E intanto ogni anno organizzava le Dhamma Yetra, delle marce nei territori in conflitto durante le quali incontrava le persone di ambedue i fronti e diffondeva l'appello a lasciare le armi, ma soprattutto ad abbandonare il risentimento e il rancore. La pace inizia vicino a noi, anzi dentro di noi e poi si espande in tutto il paese, diceva. Tocca ad ognuno fare il proprio piccolo passo. E la gente dei villaggi rispondeva preparando l'arrivo dei manifestanti con secchi d'acqua e corolle di fiori e cesti di cibo.
Nel 1994 avvenne cio' che tanto si temeva: la marcia fu attaccata da un gruppo armato e varie rimasero ferite, mentre altre vennero fatte prigioniere. Per noi che seguivamo la marcia dalla vicina Thailandia fu un brutto colpo. Vari nostri amici erano fra i prigionieri. Dopo alcuni giorni furono liberati e in seguito una di loro, Liz Bernstein, ci racconto' che al di la' della paura erano contenti di aver potuto parlare per la prima volta direttamente con il comandante e di essersi confrontati con lui sulla necessita' della pace.
In quello stesso anno Liz fu tra coloro che lanciarono la campagna anti-mine, altra iniziativa che all'inizio pareva surreale se si consideravano le poche forze dei volontari e l'enorme business del mercato delle armi.
La pace arrivo' in Cambogia alla fine degli anni '90 e anche il bando delle mine anti-uomo fu ottenuto.
Maha Ghosananda disse allora che non c'era pace solo perche' si erano fermate le armi, disse che la marcia continuava. E insieme agli infaticabili Bob Maat, Ong Vuthy e Leng Mali avvio' progetti per i malati di aids, per i carcerati e per la riforestazione. Passo dopo passo, il cammino continuava.
Ripensando ai tanti ricordi c'e' una immagine tenera che mi torna in mente: Maha Ghosananda, allora candidato al premio Nobel per la pace, che arriva nella cucina dell'ashram, sorridente come sempre, con la sua tonaca arancione e ai piedi dei calzini pure arancio con l'immagine di Bugs Bunnie, "fa un po' freddo" ci disse uscendo dalla cucina con il suo eterno sorriso.
 
 Molte piu' notizie si possono trovare su www.ghosananda.org
 
 "Dobbiamo avere il coraggio di lasciare i nostri templi ed entrare nei templi dell'esperienza umana, templi che sono pieni di sofferenza. Se ascoltiamo il Buddha o Cristo o Gandhi non possiamo fare nient'altro. I campi profughi, le prigioni, i ghetti e i campi di battaglia diventano allora i nostri templi" Maha Ghosananda

DOPO UN PRIMO INVIO DI SOSTEGNO IN SEGUITO ALLO TSUNAMI, abbiamo deciso di aprire una nuova raccolta di aiuti TRA I SOCI, Il cui ricavato DI 145 EURO E' STATO mandato  A DICEMBRE 2006 ALLA FOUNDATION FOR CHILDREN IN THAILANDIA (http:\\www.ffc.or.th)
                                                         30 giugno 2005    20 euro   Stefania Paoletti
                                                          28 ottobre 2005    50 euro   Marziale Milani
                                                          2006                        50 euro   Michele Pagano
                                                          2006                        25 euro   E.B.Magica
                                                
                                                    Le spese di spedizione sono state a carico
                                                 dell'Associazione.


EMERGENZA TSUNAMI

 Nel 2005 abbiamo raccolto aiuti per due progetti:

  1. un progetto con i pescatori in Thailandia
  2. un progetto per i bimbi in Aceh, Indonesia

PROGETTO IN THAILANDIA

Lo tsunami ha colpito 6 province del sud della Thailandia (Phuket, Phangnga, Ranong, Krabi, Trang e Satul) per un totale di 418 villaggi di pescatori. Due giorni dopo il maremoto la Federazione dei Pescatori insieme a numerose associazioni e intellettuali thailandesi ha istituito il Coalition Network for Andaman Coastal Community Support. Il Network sta procedendo ad un censimento dei villaggi colpiti che sono stati divisi in due gruppi: il primo comprende le comunità dove tutte le case, barche, attrezzature sono state portate via dalle onde. Il secondo gruppo comprende le comunita? che hanno perso parte delle loro case, barche, attrezzature, coltivazioni. Naturalmente oltre alle perdite materiali ci sono le centinaia di vittime umane il cui numero ancora non si conosce con esattezza perchè in alcune zone come Phi Phi si trovano ancora dei corpi e molte persone sono tuttora disperse. Si calcola una tragico bilancio di circa 5000 morti e 6000 dispersi. Nelle zone più critiche il Network ha costruito sistemazioni di emergenza, fornito cure mediche e sostegno morale alle persone traumatizzate, cibo, borse di studio e attrezzature per la pesca. Oltre alle vite umane e ai beni materiali, però l'ondata ha trascinato con sè anche l'organizzazione delle comunità che ora si trovano disperse e frastornate. Il Network ritiene fondamentale aiutare le comunità a riorganizzarsi perchè possano essere loro a gestire la ricostruzione e gli aiuti provenienti dall’esterno. Il Network fornirà aiuti economici alle comunità riorganizzate. Qualora le comunità che hanno ricevuto aiuti dal Network ricevano ulteriori finanziamenti da parte del Dipartimento Governativo per la Pesca, saranno tenute a restituire al Network parte della somma che verrà girata ad altre comunità. Attualmente il Network sta quindi lavorando sui due livelli: fornire gli aiuti per la sopravvivenza nelle zone più devastate e riorganizzare le comunità. In molti villaggi sono già iniziati i lavori comunitari della riparazione delle barche.

Per maggiori info sulla Foundation for Children, che fa parte del Network delle Andamane, vedere: www.ffc.or.th.

PROGETTO IN INDONESIA

Ecco il messaggio che abbiamo ricevuto dall’Indonesia:

“Il nostro progetto si chiama Sumatra Hope, Speranza a Sumatra. Stiamo lavorando a più livelli con la popolazione colpita, ma vorremmo sottolineare un aspetto. La gente di Aceh ha sofferto molto e continua a soffrire per il trauma che lo tsunami ha portato nelle loro vite. Coloro che più ne soffrono sono i bambini. Molti hanno perso uno o entrambi i genitori. La sicurezza delle loro case è stata sostituita da delle sistemazioni di emergenza. Le loro scuole sono state distrutte e molti dei loro insegnanti sono tuttora dispersi. In questo contesto è fondamentale un intervento per alleviare il trauma subito. Un nostro volontario, sta collaborando con vari psicologi indonesiani per formare dei giovani da mandare nei vari campi di raccolta per lavorare con i bambini. Intendiamo anche creare delle scuole provvisorie dove i bimbi possano sentirsi reinseriti nelle loro attività quotidiane e recuperare almeno un pò il senso della “normalità”. È fondamentale intervenire in fretta per aiutarli a rielaborare il lutto e recuperare la loro stabilità mentale ed emotiva. Il fatto di formare e inviare giovani acehnesi è importante perchè c’è un gran bisogno da parte loro di fare qualcosa per ricostruire il proprio paese. Allo stesso tempo il fatto che a lavorare con i bimbi saranno i giovani delle stesse zone è fondamentale per garantire il rispetto della loro cultura. I giovani, opportunamente formati dagli psicologi, sapranno intervenire in sintonia con la cultura a cui questi bambini appartengono e sapranno comunicare più facilmente con loro. Un intervento dall’esterno può creare ancora più difficoltà se emargina le persone del posto e non conosce la cultura della zona con il suo corollario di sensibilità, percezioni e modi di agire. La formazione dei giovani sta già avvenendo anche se in questa fase non abbiamo alcun aiuto economico. Del resto era cruciale iniziare a lavorare presto. Tutta l'infrastruttura dei nostri uffici è stata spazzata via delle onde, ma parte delle attrezzature per ricostituirlo ci sono state donate. Così stiamo lavorando”.

Per maggiori info vedere: www.sumatrahope.org.

Chi desidera appoggiare direttamente il progetto del Network delle Andamane in Thailandia può inviare il proprio contributo a:
Intestazione: Foundation for children - Banca: Bangkok Bank - Filiale: Nongkham - Indirizzo: 88/539 Moo 2 Petkasem Rd., Nongkham, Bangkok 10160 Numero di conto: 236-0-30989-8 - Codice Swift BKKBTHBK Dopo il bonifico inviare un messaggio a webmaster@ffc.or.th specificando i dati del bonifico e indicando come causale “Relief the tsunami victims”.

Chi desidera appoggiare direttamente il progetto in Indonesia “Sumatra Hope” può farlo inviando il proprio contributo al seguente conto bancario:
Intestatari: Somsri Hananuntasuk e Pornpen Khongkachonkiet - Banca: Krungthai Bank (Saving account) - Filiale: Ratchadapisek-Huay Kwang Indirizzo: No. 336 Ratchadapisek Rd., Samsennok, Huay Kwang, Bangkok 10320, THAILAND- Numero di conto: 091-0-00727-6 - Codice Swift: KRTHTHBK.

Aiuti raccolti :
febbraio 2005   Luisa Bonaveno               5 euro        Indonesia
febbraio 2005   Gina Garrone               100 euro        Indonesia
marzo 2005       Rosangela Bareggi      50 euro         Indonesia
marzo 2005       Giulitta Preti                   40 euro        Indonesia
maggio 2005      gita a Monte Marenzo   50 euro       Indonesia
giugno 2005      Annalisa  Gasparre         10 euro      Indonesia
giugno 2005      E.B. magica                     100 euro   Indonesia

Il totale di 350 euro e' stato spedito al progetto in Indonesia il 24 giugno 2005 (15 euro di spese di spedizione)

Inoltre una persona  ha adottato a distanza due bimbi accolti nel progetto thailandese di Moo Bahn Dek che fa parte del Network delle Andamane

DIARIO DA BANGKOK NEI GIORNI DELLO TSUNAMI

Quando è avvenuto il maremoto, Nicoletta si trovava a Bangkok. Qui sotto riportiamo alcune note scritte a caldo in quei giorni.

Bangkok, 29 dicembre 2004    Se fin dall’inizio si è capito che si trattava di un disastro, con i giorni le dimensioni delle conseguenze del maremoto si stanno rivelando sempre più terribili. Di fronte a una tale catastrofe ci si sente piccoli ed impotenti, ma vi voglio raccontare qualcosa di Bangkok e di questa gente.
Questa mattina sono andata a donare il sangue e sono rimasta colpita dalla calma e dalla professionalità con cui nell’ospedale si faceva fronte all’emergenza. C’era moltissima gente e i medici e gli infermieri lavoravano incessantemente, ma non mancavano di sorridere quando si rivolgevano a te.
Certo qui siamo lontani dalle zone devastate, ma gli ospedali di Bangkok stanno lavorando tantissimo e mi sembra straordinaria questa capacità di affrontare l’emergenza con un lavoro ordinato e attento, anche in questa situazione senza perdere la calma e il sorriso...

Bangkok, 30 dicembre 2004   La città si attiva: nelle strade la gente raccoglie vestiti e scarpe, in una piazzetta dei vecchietti suonano per raccogliere dei soldi. Vicino al fiume decine di camion pieni di vestiti e di scarpe sono pronti per partire. Stavo sfogliando un libro su di una bancarella, il venditore si è avvicinato, ha cercato una pagina e col dito mi ha indicato delle righe: “Abbiamo riflettuto sul comportamento del mondo e sui meriti della perseveranza. Perciò abbiamo concluso che anche se non vediamo la riva, tuttavia dobbiamo persistere e continuare a nuotare nel vasto oceano”.

Kanchanaburi, 3 gennaio    In questi giorni sono andata a visitare un progetto per bimbi abbandonati che seguo ormai da 12 anni. Si tratta di Moo Baan Dek, il Villaggio dei Bambini.
In seguito al maremoto, Me Ao, la responsabile di questo progetto, è andada a Phuket per vedere come intervenire.
Poiché mi trovavo sul posto, ho acquistato dei prodotti artigianali la cui vendita aiuta a sostenere l’attuale villaggio e, in prospettiva, l’intervento che stanno preparando nelle zone colpite dal maremoto.
Chi vuole contribuire, può acquistare presso lo Spazio Asiaclara, allegre magliette, coloratissimi libri per bimbi scritti in thai e in inglese, teli tradizionali, fodere per cuscini, agendine settimanali per il 2005 con illustrazioni tratte dal Ramayana, block notes floreali, tovagliette intrecciate, bacchette per mangiare. Per saperne di più su questo progetto, il sito, anche in inglese, è www.ffc.or.th.

Bangkok, 6 gennaio   Nel parco di Phra Athit, vicino al fiume, si sono riuniti vari artisti per raccogliere sostegno per la croce rossa thai. Ci sono attori, ballerini, mimi, pittori, cantanti. Durante uno spettacolo un uomo versa dell’acqua da dei secchi in metallo, mentre una ragazza vestita di bianco e un ragazzo vestito di nero danzano. All’improvviso un’enorme onda di carta velina cade sulla ragazza e la avvolge completamente. Il ballerino raccoglie il corpo esanime e si muove sul palco, mentre l’altro continua a versare l’acqua dai secchi. Ma ecco che la ragazza si muove e si libera e con la medesima carta la coppia riesce a catturare il demone del mare e lo immobilizza con dei nastri adesivi alla parete. I due ragazzi tolgono dai secchi l’acqua e li riempiono di palline di carta a cui danno fuoco. Le luci si spengono. In Thailandia si usa bruciare i corpi dei morti. Bruciano i secchi sul palco nella sera. La ragazza in bianco e il ragazzo in nero osservano. Silenzio. Commozione. Poi la gente sul prato inizia ad applaudire.


dhamma yetra
Un gesuita e un monaco buddhista...
Accade in Cambogia da quasi vent’anni ormai: Bob Maat, gesuita, e Maha Ghosananda, monaco buddista, si sono uniti nella ricerca di una comune manifestazione concreta del loro cammino spirituale. Hanno iniziato organizzando marce per la riconciliazione e la pace quando la guerra ancora devastava il paese, poi hanno esteso il percorso ai malati di Aids e alle carceri.
Scrive Maha Ghosananda "Dobbiamo avere il coraggio di lasciare i nostri templi ed entrare nei templi dell'esperienza umana, templi che sono pieni di sofferenza. Se ascoltiamo il Buddha o Cristo o Gandhi non possiamo fare nient'altro. I campi profughi, le prigioni, i ghetti e i campi di battaglia diventano allora i nostri templi".
Per saperne di più contattare CPR, P.O.Box 60, Bungthong Lang Post Office, Bangkok, 10242, Thailandia

Dalla Cambogia
Sono passati 10 anni da quando un monaco buddista cambogiano, Maha Ghosananda, ha guidato per la prima volta un gruppo di piu’ di cento profughi oltre il confine di Poipet per iniziare il lungo viaggio di ritorno a casa.
Per alcuni si trattava di un ritorno atteso dalla fine degli anni ’60 quando erano fuggiti in territorio thailandese. Per altri, nati nei campi profughi, era la prima volta che entravano nel proprio paese.
Era la prima Dhammayietra. Dhamma significa “parola di pace, verita’ che libera”. Yietra significa “marcia”. Dhammayietra e’ dunque una marcia che diffonde la pace e una verita’ che libera.
Il cammino fu segnato da una serie di incontri tra i sopravvissuti dei campi profughi che ritrovavano dopo tanti anni i sopravvissuti alla guerra.
Era il 1992. L’anno prima erano stati firmati gli accordi di pace tra il Governo e i Khmer Rossi. Era l’inizio della fine della guerra che si sarebbe pero’ combattuta fino alla fine degli anni ’90.
Ma, come diceva Maha Ghosananda, “un viaggio di 10.000 chilometri inizia comunque con un singolo passo”. Il messaggio che si ripeteva nei villaggi attraversati era “La sofferenza della Cambogia e’ stata profonda. Da questa sofferenza nasce una grande compassione. Una grande compassione rende il cuore pieno di pace. Un cuore pieno di pace colma la persona di pace. Una persona colma di pace rense serena la propria famiglia. Una famiglia serena porta pace alla propria comunita’. Una comunita’ in pace porta pace alla propria nazione. Una nazione in pace porta pace nel mondo”.
Anche quest’anno si terra’ una Dhammayietra e attraversera’ per 282 kilometri le zone del nord-est abitate dalle minoranze etniche.
Ma altre Dhammayietra si susseguono ogni giorno: c’e’ una Dhammayietra che cammina con le comunita’ segnate dall’AIDS, una Dhammayietra che cammina con i detenuti e una Dhammayietra che promuove iniziative per la pace, incentrate quest’anno sulla esperienza di Martin Luther King e Rigoberta Menchu’.
Questo perche’ “la sofferenza in tempo di pace a volte assomiglia molto alla sofferenza del tempo di guerra” per dirla con le parole di Ean, impegnato nel cammino con i malati di AIDS.
“… per chi vuole camminare con noi ... questo e’ il momento” aggiunge Bob Maat, portavoce della Coalizione per la Pace e la Riconciliazione, gesuita volontario in Cambogia dagli anni ’80
Per info: CPR, c/o Dhammayietra Centre, po box 144, Phnom Penh, Cambogia
Per sostenere: inviare un vaglia internazionale a CPR, po box 60 Bungthong Lang Post Office, Bangkok, 10242, Thailandia