Lunedi 12 marzo 2007 e'
morto Maha
Ghosananda. Queste poche righe vogliono essere un piccolo
ricordo della
sua luminosa persona.
L'ho
conosciuto nel 1994 in Cambogia, quando ancora imperversava la guerra e
i suoi richiami alla pace suonavano irreali.
"Step by step", "passo dopo
passo", diceva. E intanto ogni anno organizzava le Dhamma
Yetra, delle marce nei territori in conflitto durante le quali
incontrava le persone di ambedue i fronti e diffondeva l'appello a
lasciare le armi, ma soprattutto ad abbandonare il risentimento e il
rancore. La pace inizia vicino a noi, anzi dentro di noi e poi si
espande in tutto il paese, diceva. Tocca ad ognuno fare il proprio
piccolo passo. E la gente dei villaggi rispondeva preparando
l'arrivo dei manifestanti con secchi d'acqua e corolle di fiori e
cesti di cibo.
Nel 1994 avvenne cio' che
tanto si
temeva: la marcia fu attaccata da un gruppo armato e varie
rimasero ferite, mentre altre vennero fatte prigioniere. Per noi
che seguivamo la marcia dalla vicina Thailandia fu un brutto colpo.
Vari nostri amici erano fra i prigionieri. Dopo alcuni giorni furono
liberati e in seguito una di loro, Liz Bernstein, ci racconto' che al
di la' della paura erano contenti di aver potuto parlare per la prima
volta direttamente con il comandante e di essersi confrontati con
lui sulla necessita' della pace.
In quello stesso anno Liz fu
tra
coloro che lanciarono la campagna anti-mine, altra iniziativa che
all'inizio pareva surreale se si consideravano le poche forze dei
volontari e l'enorme business del mercato delle armi.
La pace arrivo' in Cambogia
alla
fine degli anni '90 e anche il bando delle mine anti-uomo fu ottenuto.
Maha Ghosananda disse allora
che
non c'era pace solo perche' si erano fermate le armi, disse che la
marcia continuava. E insieme agli infaticabili Bob Maat, Ong Vuthy
e Leng Mali avvio' progetti per i malati di aids, per i carcerati
e per la riforestazione. Passo dopo
passo, il cammino continuava.
Ripensando ai tanti ricordi
c'e'
una immagine tenera che mi torna in mente: Maha Ghosananda, allora
candidato al premio Nobel per la pace, che arriva nella cucina
dell'ashram, sorridente come sempre, con la sua tonaca arancione e ai
piedi dei calzini pure arancio con l'immagine di Bugs Bunnie, "fa
un po' freddo" ci disse uscendo dalla cucina con il suo eterno
sorriso.
"Dobbiamo
avere il coraggio di lasciare i nostri templi ed entrare nei templi
dell'esperienza umana, templi che sono pieni di sofferenza. Se
ascoltiamo il Buddha o Cristo o Gandhi non possiamo fare nient'altro. I
campi profughi, le prigioni, i ghetti e i campi di battaglia diventano
allora i nostri templi" Maha Ghosananda
DOPO
UN PRIMO INVIO DI SOSTEGNO IN SEGUITO ALLO
TSUNAMI, abbiamo deciso di
aprire una
nuova raccolta di
aiuti TRA I SOCI, Il cui ricavato DI 145
EURO E' STATO
mandato A
DICEMBRE 2006 ALLA FOUNDATION FOR
CHILDREN IN THAILANDIA (http:\\
www.ffc.or.th)
30 giugno 2005 20 euro Stefania Paoletti
28 ottobre
2005 50 euro Marziale Milani
2006
50 euro Michele Pagano
2006
25 euro E.B.Magica
Le spese di spedizione sono state a carico
dell'Associazione.
EMERGENZA
TSUNAMI
Nel 2005 abbiamo raccolto aiuti per due
progetti:
- un
progetto con i pescatori in Thailandia
- un
progetto per i bimbi in Aceh, Indonesia
PROGETTO IN THAILANDIA
Lo tsunami ha colpito 6 province del sud della
Thailandia
(Phuket, Phangnga, Ranong, Krabi, Trang e Satul) per un totale di 418
villaggi di pescatori. Due giorni dopo il maremoto la Federazione dei
Pescatori insieme a numerose associazioni e intellettuali thailandesi
ha istituito il Coalition Network for Andaman Coastal Community
Support. Il Network sta procedendo ad un censimento dei villaggi
colpiti che sono stati divisi in due gruppi: il primo comprende le
comunità dove tutte le case, barche, attrezzature sono state
portate
via dalle onde. Il secondo gruppo comprende le comunita? che hanno
perso parte delle loro case, barche, attrezzature, coltivazioni.
Naturalmente oltre alle perdite materiali ci sono le centinaia di
vittime umane il cui numero ancora non si conosce con esattezza
perchè
in alcune zone come Phi Phi si trovano ancora dei corpi e molte persone
sono tuttora disperse. Si calcola una tragico bilancio di circa 5000
morti e 6000 dispersi. Nelle zone più critiche il Network ha
costruito
sistemazioni di emergenza, fornito cure mediche e sostegno morale alle
persone traumatizzate, cibo, borse di studio e attrezzature per la
pesca. Oltre alle vite umane e ai beni materiali, però l'ondata
ha
trascinato con sè anche l'organizzazione delle comunità
che ora si
trovano disperse e frastornate. Il Network ritiene fondamentale aiutare
le comunità a riorganizzarsi perchè possano essere loro a
gestire la
ricostruzione e gli aiuti provenienti dall’esterno. Il Network
fornirà
aiuti economici alle comunità riorganizzate. Qualora le
comunità che
hanno ricevuto aiuti dal Network ricevano ulteriori finanziamenti da
parte del Dipartimento Governativo per la Pesca, saranno tenute a
restituire al Network parte della somma che verrà girata ad
altre
comunità. Attualmente il Network sta quindi lavorando sui due
livelli:
fornire gli aiuti per la sopravvivenza nelle zone più devastate
e
riorganizzare le comunità. In molti villaggi sono già
iniziati i lavori
comunitari della riparazione delle barche.
Per maggiori info sulla Foundation for Children, che fa
parte
del Network delle Andamane, vedere: www.ffc.or.th.
PROGETTO IN INDONESIA
Ecco il messaggio che abbiamo ricevuto dall’Indonesia:
“Il nostro progetto si chiama Sumatra Hope, Speranza a
Sumatra. Stiamo lavorando a più livelli con la popolazione
colpita, ma
vorremmo sottolineare un aspetto. La gente di Aceh ha sofferto molto e
continua a soffrire per il trauma che lo tsunami ha portato nelle loro
vite. Coloro che più ne soffrono sono i bambini. Molti hanno
perso uno
o entrambi i genitori. La sicurezza delle loro case è stata
sostituita
da delle sistemazioni di emergenza. Le loro scuole sono state distrutte
e molti dei loro insegnanti sono tuttora dispersi. In questo contesto
è
fondamentale un intervento per alleviare il trauma subito. Un nostro
volontario, sta collaborando con vari psicologi indonesiani per formare
dei giovani da mandare nei vari campi di raccolta per lavorare con i
bambini. Intendiamo anche creare delle scuole provvisorie dove i bimbi
possano sentirsi reinseriti nelle loro attività quotidiane e
recuperare
almeno un pò il senso della “normalità”. È
fondamentale intervenire in
fretta per aiutarli a rielaborare il lutto e recuperare la loro
stabilità mentale ed emotiva. Il fatto di formare e inviare
giovani
acehnesi è importante perchè c’è un gran bisogno
da parte loro di fare
qualcosa per ricostruire il proprio paese. Allo stesso tempo il fatto
che a lavorare con i bimbi saranno i giovani delle stesse zone è
fondamentale per garantire il rispetto della loro cultura. I giovani,
opportunamente formati dagli psicologi, sapranno intervenire in
sintonia con la cultura a cui questi bambini appartengono e sapranno
comunicare più facilmente con loro. Un intervento dall’esterno
può
creare ancora più difficoltà se emargina le persone del
posto e non
conosce la cultura della zona con il suo corollario di
sensibilità,
percezioni e modi di agire. La formazione dei giovani sta già
avvenendo
anche se in questa fase non abbiamo alcun aiuto economico. Del resto
era cruciale iniziare a lavorare presto. Tutta l'infrastruttura dei
nostri uffici è stata spazzata via delle onde, ma parte delle
attrezzature per ricostituirlo ci sono state donate. Così stiamo
lavorando”.
Per maggiori info vedere: www.sumatrahope.org.
Chi desidera appoggiare direttamente il progetto
del
Network delle Andamane in Thailandia può inviare il proprio
contributo
a:
Intestazione: Foundation for children - Banca: Bangkok Bank - Filiale:
Nongkham - Indirizzo: 88/539 Moo 2 Petkasem Rd., Nongkham, Bangkok
10160 Numero di conto: 236-0-30989-8 - Codice Swift BKKBTHBK Dopo il
bonifico inviare un messaggio a webmaster@ffc.or.th
specificando i dati del bonifico e indicando come causale “Relief the
tsunami victims”.
Chi desidera appoggiare direttamente il progetto in
Indonesia
“Sumatra Hope” può farlo inviando il proprio contributo al
seguente
conto bancario:
Intestatari: Somsri Hananuntasuk e Pornpen Khongkachonkiet - Banca:
Krungthai Bank (Saving account) - Filiale: Ratchadapisek-Huay Kwang
Indirizzo: No. 336 Ratchadapisek Rd., Samsennok, Huay Kwang, Bangkok
10320, THAILAND- Numero di conto: 091-0-00727-6 - Codice Swift:
KRTHTHBK.
Aiuti raccolti :
febbraio 2005 Luisa Bonaveno
5 euro
Indonesia
febbraio 2005 Gina Garrone
100 euro
Indonesia
marzo 2005 Rosangela Bareggi
50 euro Indonesia
marzo 2005 Giulitta Preti
40 euro Indonesia
maggio 2005 gita a Monte Marenzo
50 euro Indonesia
giugno 2005 Annalisa
Gasparre 10 euro
Indonesia
giugno 2005 E.B. magica
100 euro Indonesia
Il totale di 350 euro
e'
stato spedito al progetto in Indonesia il 24 giugno 2005 (15 euro di
spese di spedizione)
Inoltre una
persona ha adottato a distanza due bimbi
accolti nel progetto thailandese di Moo Bahn Dek che fa parte del
Network delle
Andamane
DIARIO DA
BANGKOK NEI GIORNI DELLO TSUNAMI
Quando è avvenuto il maremoto, Nicoletta si
trovava a
Bangkok.
Qui sotto riportiamo alcune note scritte a caldo in quei giorni.
Bangkok, 29 dicembre 2004
Se fin dall’inizio si è capito che si
trattava di un disastro, con i giorni le dimensioni delle conseguenze
del maremoto si stanno rivelando sempre più terribili. Di fronte
a una tale catastrofe ci si sente piccoli ed impotenti, ma vi voglio
raccontare qualcosa di Bangkok e di questa gente.
Questa mattina sono andata a donare il sangue e sono rimasta colpita
dalla calma e dalla professionalità con cui nell’ospedale si
faceva fronte all’emergenza. C’era moltissima gente e i medici e gli
infermieri lavoravano incessantemente, ma non mancavano di sorridere
quando si rivolgevano a te.
Certo qui siamo lontani dalle zone devastate, ma gli ospedali di
Bangkok stanno lavorando tantissimo e mi sembra straordinaria questa
capacità di affrontare l’emergenza con un lavoro ordinato e
attento, anche in questa situazione senza perdere la calma e il
sorriso...
Bangkok, 30 dicembre 2004 La
città si
attiva: nelle strade la
gente raccoglie vestiti e scarpe, in una piazzetta dei vecchietti
suonano per raccogliere dei soldi. Vicino al fiume decine di camion
pieni di vestiti e di scarpe sono pronti per partire. Stavo sfogliando
un libro su di una bancarella, il venditore si è avvicinato, ha
cercato una pagina e col dito mi ha indicato delle righe: “Abbiamo
riflettuto sul comportamento del mondo e sui meriti della perseveranza.
Perciò abbiamo concluso che anche se non vediamo la riva,
tuttavia dobbiamo persistere e continuare a nuotare nel vasto oceano”.
Kanchanaburi, 3 gennaio In
questi
giorni sono andata a
visitare un progetto per bimbi abbandonati che seguo ormai da 12 anni.
Si tratta di Moo Baan Dek, il
Villaggio dei Bambini.
In seguito al maremoto, Me Ao, la responsabile di questo progetto,
è andada a Phuket per vedere come intervenire.
Poiché mi trovavo sul posto, ho acquistato dei prodotti
artigianali la cui vendita aiuta a sostenere l’attuale villaggio e, in
prospettiva, l’intervento che stanno preparando nelle zone colpite dal
maremoto.
Chi vuole contribuire,
può acquistare presso lo Spazio
Asiaclara, allegre
magliette, coloratissimi libri per bimbi scritti in thai e in inglese,
teli tradizionali, fodere per cuscini, agendine settimanali per il 2005
con illustrazioni tratte dal Ramayana, block notes
floreali, tovagliette intrecciate, bacchette per mangiare. Per saperne
di più su questo progetto, il sito, anche in inglese, è www.ffc.or.th.
Bangkok, 6 gennaio Nel parco di
Phra
Athit, vicino al fiume, si sono riuniti vari artisti per raccogliere
sostegno per la croce rossa thai. Ci sono attori,
ballerini, mimi, pittori, cantanti. Durante uno spettacolo un uomo
versa dell’acqua da dei secchi in metallo, mentre una ragazza vestita
di bianco e un ragazzo vestito di nero danzano. All’improvviso
un’enorme onda di carta velina cade sulla ragazza e la avvolge
completamente. Il ballerino raccoglie il corpo esanime e si muove sul
palco, mentre l’altro continua a versare l’acqua dai secchi. Ma ecco
che la ragazza si muove e si libera e con la medesima carta la coppia
riesce a catturare il demone del mare e lo immobilizza con dei nastri
adesivi alla parete. I due ragazzi tolgono dai secchi l’acqua e li
riempiono di palline di carta a cui danno fuoco. Le luci si spengono.
In Thailandia si usa bruciare i corpi dei morti. Bruciano i secchi sul
palco nella sera. La ragazza in bianco e il ragazzo in nero osservano.
Silenzio. Commozione. Poi la gente sul prato inizia ad applaudire.
Un gesuita e un monaco buddhista...
Accade in Cambogia da quasi vent’anni ormai: Bob Maat,
gesuita, e Maha Ghosananda, monaco buddista, si sono uniti nella
ricerca di una comune manifestazione concreta del loro cammino
spirituale. Hanno iniziato organizzando marce per la riconciliazione e
la pace quando la guerra ancora devastava il paese, poi hanno esteso il
percorso ai malati di Aids e alle carceri.
Scrive Maha Ghosananda "Dobbiamo avere il coraggio di lasciare i nostri
templi ed entrare nei templi dell'esperienza umana, templi che sono
pieni di sofferenza. Se ascoltiamo il Buddha o Cristo o Gandhi non
possiamo fare nient'altro. I campi profughi, le prigioni, i ghetti e i
campi di battaglia diventano allora i nostri templi".
Per saperne di più contattare CPR, P.O.Box 60, Bungthong Lang
Post
Office, Bangkok, 10242, Thailandia
Dalla Cambogia
Sono passati 10 anni da quando un
monaco buddista cambogiano, Maha Ghosananda, ha guidato per la prima
volta un gruppo di piu’ di cento profughi oltre il confine di Poipet
per iniziare il lungo viaggio di ritorno a casa.
Per alcuni si trattava di un ritorno atteso dalla fine degli anni ’60
quando erano fuggiti in territorio thailandese. Per altri, nati nei
campi profughi, era la prima volta che entravano nel proprio paese.
Era la prima Dhammayietra. Dhamma significa “parola di pace, verita’
che libera”. Yietra significa “marcia”. Dhammayietra e’ dunque una
marcia che diffonde la pace e una verita’ che libera.
Il cammino fu segnato da una serie di incontri tra i sopravvissuti dei
campi profughi che ritrovavano dopo tanti anni i sopravvissuti alla
guerra.
Era il 1992. L’anno prima erano stati firmati gli accordi di pace tra
il Governo e i Khmer Rossi. Era l’inizio della fine della guerra che si
sarebbe pero’ combattuta fino alla fine degli anni ’90.
Ma, come diceva Maha Ghosananda, “un viaggio di 10.000 chilometri
inizia comunque con un singolo passo”.
Il messaggio che si ripeteva nei villaggi attraversati era “La
sofferenza della Cambogia e’ stata profonda. Da questa sofferenza nasce
una grande compassione. Una grande compassione rende il cuore pieno di
pace. Un cuore pieno di pace colma la persona di pace. Una persona
colma di pace rense serena la propria famiglia. Una famiglia serena
porta pace alla propria comunita’. Una comunita’ in pace porta pace
alla propria nazione. Una nazione in pace porta pace nel mondo”.
Anche quest’anno si terra’ una Dhammayietra e attraversera’ per 282
kilometri le zone del nord-est abitate dalle minoranze etniche.
Ma altre Dhammayietra si susseguono ogni giorno: c’e’ una Dhammayietra
che cammina con le comunita’ segnate dall’AIDS, una Dhammayietra che
cammina con i detenuti e una Dhammayietra che promuove iniziative per
la pace, incentrate quest’anno sulla esperienza di Martin Luther King e
Rigoberta Menchu’.
Questo perche’ “la sofferenza in tempo di pace a volte assomiglia molto
alla sofferenza del tempo di guerra” per dirla con le parole di Ean,
impegnato nel cammino con i malati di AIDS.
“… per chi vuole camminare con noi ... questo e’ il momento” aggiunge
Bob Maat, portavoce della Coalizione per la Pace e la Riconciliazione,
gesuita volontario in Cambogia dagli anni ’80
Per info: CPR, c/o Dhammayietra Centre, po box 144,
Phnom
Penh, Cambogia
Per sostenere: inviare un vaglia internazionale a CPR, po box 60
Bungthong Lang Post Office, Bangkok, 10242, Thailandia